Criteri di valutazione del vitage audio

 

    Harman Kardon Citation 1 (1971)

 

Valutare correttamente un oggetto del passato non sempre è una cosa facile e spesso richiede la conoscenza dello stesso per poterlo opportunamente collocare in una opportuna fascia di appartenenza ed assegnarli il giusto valore. Valore che va applicato in base sostanzialmente alla classe di appartenenza (economica; media; di pregio) alle effettive prestazioni, allo stato di conservazione e alla sua reperibilità sul mercato dell'usato. Altri parametri di valutazione possono essere la più o meno difficoltosa possibilità di riparazione in caso di guasto la presenza di modifiche o variazioni rispetto all’originale (che di solito abbassano il valore di alcuni oggetti anche se sono migliorative).

Va da sé che la voglia di possedere un determinato modello può far spendere per quell’oggetto anche più del doppio del suo valore effettivo ma prima di comprare è bene assicurarsi (anche se nelle aste on-line non sempre le garanzie sono attendibili) almeno che la macchina sia correttamente operativa, anche se magari necessiterà poi di una revisione.

La prima cosa da verificare quando si ha a che fare con un componente vintage è l’eventuale presenza di riparazioni precedenti e in caso affermativo sincerarsi che il lavoro sia stato eseguito a regola d'arte, più è anziana la macchina maggiori sono le possibilità che sia stata riparata nel corso della sua vita. Una riparazione eseguita in maniera impeccabile non dovrebbe lasciare alcuna traccia di sé e l’interno dell’apparecchio sembrare come mai aperto. A buon intenditor… Controllare anche che il funzionamento risulti regolare e senza esitazioni.

 

         Pioneer CTF-1000 (1976)                                                 Marantz Model-1120 (1977)

 

Amplificatori e sintoamplificatori (receiver)



A titolo orientativo la maggior parte degli amplificatori giapponesi prodotti nella seconda metà degli anni '80, con particolare riferimento a quelli di fascia media (per intenderci quelli che a listino costavano intorno alle 500/600 mila Lire), non valgono cifre superiori ai 180/200 Euro; questo perchè buona parte della produzione nipponica di quel periodo, non ha raggiunto i livelli qualitativi e prestazionali del decennio precedente. Basti citare i modelli di punta di Case storiche come SANSUI o MARANTZ, i quali, benchè costruiti con la proverbiale cura e robustezza caratteristiche di queste Case eppur suonando bene, erano comunque distanti da quelli nati nella metà anni '70 e fino ai primissimi '80, che invece rappresentavano punti di riferimento a cui guardare per ottenere il massimo e a tutt'oggi consentono prestazioni di prim'ordine anche rapportati ad ampli di produzione corrente.

Vi è anche da dire che gli anni '80 sono stati il trampolino di lancio della tecnologia digitale applicata all'elettronica consumer in cui quasi tutti i costruttori hanno proposto componenti audio e video con funzioni asservite a processore; questi primi modelli digitali però, suonavano alquanto male (come per esempio gli ampli con processore sonoro surround di Pioneer e JVC, davvero inascoltabili.

Hitachi HMA-7500

Hitachi HMA-7500

 
I receiver se hanno più di 20 anni possono avere bisogno di interventi di messa a punto della sezione radio, soprattutto se analogica con condensatore di sintonia aperto a lamine, che col tempo è soggetta a staratura del primario di sintonia e del VCO dovuti ad invecchiamento ma che non si risolve con una semplice taratura come si potrebbe pensare.

Questo problema porta il tuner a ricevere con molta difficoltà tutte le emittenti e a rendere l’operazione di sintonizzazione molto rumorosa, talvolta impossibile.

Un difetto comune ad ampli e sintoampli (perché riguardante la sezione ampli) è la presenza di rumori e scariche casuali, talvolta molto forti, che possono comparire alcuni minuti dopo l’accensione dell’apparato e che possono portare rapidamente alla rottura degli altoparlanti; è un difetto che spesso viene confuso col rumore causato da contatti sporchi. Ne soffrono soprattutto Sansui e Pioneer.

 

 

Sistemi di altoparlanti



 Valgono sostanzialmente gli stessi principi illustrati per gli amplificatori con la sola differenza che per gli altoparlanti il fattore tempo incide molto più che per gli altri componenti, le membrane e le sospensioni dei coni possono facilmente alterarsi nel tempo, indipendentemente dal numero effettivo di ore di utilizzo. Quindi prima di acquistare una coppia di diffusori usati è preferibile osservare con attenzione lo stato degli altoparlanti e cercare, se possibile, di sapere le condizioni di utilizzo in cui hanno lavorato: altoparlanti che hanno suonato spesso in condizioni limite (che non significa solo ad alto volume ma anche con ampli piccoli o scadenti), possono facilmente riservare spiacevoli sorprese.

I crossover, tranne che per modelli molto vecchi, non danno di solito problemi, è possibile avere dei falsi contatti nei potenziometri di livello e nei commutatori di attenuazione, molto diffusi un tempo. Diffusori di oltre 30 anni possono avere i crossover da revisionare e suonare molto diverse l’una dall’altra per avvenute alterazioni.

Valutate anche l'eventuale presenza, affatto remota, di altoparlanti non originali (solitamente tweeter) che oltre a modificare, spesso in peggio, la

Kenwood LS-990 (1990)

 
risposta del diffusore, ne abbassano notevolmente il valore e possono in certi casi, essere dannosi all'ampli.

 

 

       Grundig XC-55 (1980)

 

 

Sorgenti

 

Le sorgenti sono le elettroniche che in linea di massima possono dare i maggiori problemi legati all’età, questo in funzione del fatto che dispongono (esclusi i tuner) di una meccanica e di un unità di lettura: sia essa la testina di un registratore, il laser di un gira cd o la puntina di un giradischi.

 

Nei lettori cd l’elemento di maggior usura è ovviamente il laser, che soprattutto per le macchine più anziane può risultare oramai non più reperibile o il suo costo superare di molto il valore dell’apparecchio. In particolare nei lettori con più di 10 anni l’utilizzo di cd masterizzati abbrevia notevolmente la vita dell’ottica ed è da tener presente prima di acquistare un cd-player usato. I modelli Philips risentono più degli altri di questo problema.Denon DCD-1500

Le meccaniche spesso danno problemi di apertura/chiusura o caricamento il più delle volte legati a normale usura e che si risolvono con semplici interventi di ordinaria manutenzione, diverso il discorso per alcune meccaniche multi-disco (Sharp e JVC in primis) che possono andare incontro a inceppamenti o irregolarità di funzionamento di non economica soluzione. Difetti all’elettronica possono essere la presenza di rumori più o meno ciclici durante la riproduzione o il funzionamento intermittente in lettura, difetto che spesso, erroneamente, viene imputato al laser ma che il più delle volte riguarda i servocontrolli di tracciamento. 

Personalmente sconsiglio sempre l’acquisto di un lettore con simili problemi, a meno che non si abbia la certezza di sapere come porvi rimedio.

 

Hitachi 5500I registratori analogici a nastro (cassetta o reel) hanno meccaniche solitamente ben più complesse di quelle dei cd player e sono più soggette a guasti, la maggior parte dei quali concentrati negli organi di trascinamento e nei meccanismi di frizione e freno. Problemi che hanno come sintomo il mancato o impreciso avanzamento del nastro.

Le testine sono soggette ad usura ma anche a invecchiamento causando la progressiva perdita di resa in gamma alta e capacità di registrare gli estremi banda. Nei deck costruiti fino alla prima metà anni ’80 questi problemi erano maggiori poiché l’utilizzo di nastri economici, in particolare al cromo, causava l’usura precoce delle teste.

Nei deck servo-controllati i maggiori problemi possono venire proprio dalla logica di gestione: da evitare se ne capita uno con difetti ai comandi.